martedì 29 dicembre 2015

Se l’aria diventa irrespirabile


Questi giorni di festa sono segnati da una notizia che tocca un po’ tutte le città italiane: lo smog ha raggiunto livelli troppo alti, i dati parlano di valori mai raggiunti prima, la capolista è Milano.

La soluzione all’aria irrespirabile, a quella nebbia che nebbia non è? Il blocco delle auto per 3 giorni almeno nel capoluogo lombardo, e anche in altre città più colpite. Ma siamo sicuri che fermare le auto per 3 giorni, sotto le feste quando la maggior parte delle persone è in ferie e le altre sono in vacanza, solo dalle 10.00 alle 16.00 sia la soluzione ai nostri problemi?
I campionamenti dell’aria dopo i primi due giorni di blocco parlano chiaro, i valori di polveri sottili nell’aria non sono diminuiti come speravamo. Forse si può fare di più, o forse si è fatto in questi mesi troppo poco per prevenire questo problema.

L’inquinamento c’è ogni giorno, ce ne accorgiamo dai capelli sporchi, la patina sui davanzali e sui monumenti, dalle bronchiti e dalle malattie respiratorie troppo frequenti eppure si deve aspettare l’innalzamento record dei valori per intervenire blandamente.
C’è chi da la colpa ai riscaldamenti domestici, chi alle auto vecchie più inquinanti, chi alle particolari condizioni atmosferiche, fatto sta che l’aria soprattutto a Milano è irrespirabile (sempre).
Nella classifica delle città italiane con miglior qualità della vita Milano si è aggiudicata il secondo posto, merito anche i servizi e la rete di trasporto pubblico, invidiabile rispetto ad altri capoluoghi. Eppure quando si parla di bloccare le auto sorgono problemi per i pendolari, per chi deve andare al lavoro. Abbiamo il primato dello sharing, condividiamo bici, auto elettriche, insomma i mezzi per spostarci senza inquinare troppo ci sono. Forse non c’è la volontà? Serve un piano più articolato, un cambiamento di stile di vita, regole più ferree e iniziative più coinvolgenti.

Citiamo le parole di Federico del Prete pubblicate su www.cyclopride.itGli investimenti contenuti nel Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2016 chiariscono come l’uso quotidiano, non solo ricreativo della bicicletta sia un asset finanziario per l’Italia, non solo una questione di immagine, che è pure essenziale. Se continuiamo a pagare le sanzioni europee per aver superato i limiti di inquinanti e PM 10 vuol dire che non stiamo onorando gli sforzi economici – condivisibili o meno che siano – del nostro governo, quindi anche i nostri, quelli che partono dalle nostre tasche”.


Non ci resta che rimboccarci le maniche e impegnarci seriamente, tutti per avere un'aria migliore e una vita più sana. E voi cosa ne pensate?

mercoledì 28 ottobre 2015

Primi successi per l'elettronica biodegradabile


Tenere il passo con le novità in campo tecnologico ci costringe a un incessante produzione di rifiuti RAEE ovvero tutti gli elettrodomestici, cellulari, computer e dispositivi di uso comune. 
Numeri davvero enormi, infatti solo nel 2014 il mondo ha prodotti 41 milioni tonnellate di questi rifiuti. Ognuno è portato a cambiare smartphone quasi ogni anno, l'obsolescenza programmata da una spinta maggiore a tutto questo, ma se i rifiuti elettronici possono essere in qualche modo riciclati, alcune parti sono difficilmente recuperabili. 


Da qui l'idea dell'Università del Missouri di realizzare display a base di componenti organici, in grado di deteriorarsi nell'ambiente senza produrre inquinamento. Alla base di questa elettronica biodegradabile ci sono i peptidi, composti proteici che combinate con nano strutture e polimeri blu luminescenti possono essere utilizzati per creare la luce blu necessaria per i display, questo però è solo il primo passo, infatti per ottenere schermi completamente funzionanti bisogna ottenere un risultato similare con polimeri luminescenti verdi e rossi. 
L'innovazione, la ricerca a funzione di una tecnologia più ecofriendy è sicuramente la strada da percorrere per non finire sommersi dai rifiuti. O forse dovremmo cambiare la nostra percezione degli oggetti hi tech, dando un valore più durevole a quello che acquistiamo. 

Voi cosa ne pensate? Meglio una tecnologia smart, versatile, aggiornabile e resistente nel tempo o un ricambio incessante anche se smaltibile e biodegradabile? In cosa investireste?

133 anni di cambiamenti climatici in musica


Trasformare le temperature in note, riassumere gli ultimi 133 anni di cambiamenti climatici grazie alla musica. 
Vi sembra impossibile? Eppure un team di musicisti e un professore di geografia del Minnesota ci sono riusciti insieme agli alunni della scuola di musica dell'ateneo. 
L'idea nata dallo studente Daniel Crawford ha permesso di attribuire ogni variabile climatica a una nota e ogni strumento a una parte specifica dell'emisfero, dando origine a una vera e propria sinfonia: Planetary Bands, Warming World.  

Il risultato è sorprendente ed estremamente interessante, infatti se all'inizio la melodia che rappresenta il 1880 è più bassa, col passare del tempo e di conseguenza gli anni le tonalità più alte aumentano esponenzialmente fino ad arrivare al 2014, dove il suono del violino, che rappresenta l'artico si fa più stridulo. 
Ciò significa un aumento preoccupante della temperatura a Polo Nord dovuto al riscaldamento globale.
La musica ci aiuta a comprendere meglio un processo inesorabile e apparentemente invisibile, questo progetto consente di sentire con le nostre orecchie il messaggio che il Pianeta ci sta dando. Ma come facciamo a far tornare la melodia più dolce e gradevole?

Vi lasciamo alla sinfonia che riassume le variazioni climatiche dal 1880 al 2014 e alla riflessione su un emergenza sempre più attuale.

martedì 15 settembre 2015

A seminar la buona pianta…ci si prende gusto


Il festival ecologico promosso da Aboca e curato da Giovanna Zucconi, arriva a Milano per la sua quarta edizione, la prima in un contesto più metropolitano. Dal 14 al 20 settembre la città verrà animata da spettacoli, corsi, incontri e letture di racconti inediti ma anche mostre e dulcis in fundo passeggiate botaniche per riscoprire gli angoli verdi della città e imparare a conoscerli e preservarli.

Dopo le prime tre edizioni ospitate in Trentino, A seminar la buona pianta, che ruba il titolo a Dante Alighieri, approda nella città di Expo per far riscoprire ai cittadini il rapporto tra uomo e natura attraverso la commistione di varie arti.
Un palinsesto di appuntamenti molto ricco, si alterneranno momenti di riflessione, conoscenza e divertimento anche grazie a ospiti speciali come Tullio Pericoli, Claudio Bisio, Diego Parasole, Roberto Vecchioni e la Banda Osiris.

Interessanti anche le incursioni della letteratura con La natura tra le righe, reading a cui daranno voce Lella Costa Sabato 19 a Palazzo Brera con Il Diluvio sotto di noi, musiche e poesia per raccontare l'epopea delle acque di Milano, in collaborazione con l'Orchestra Verdi e domenica 20, Roberto Vecchioni alle 14.30 e Filippo Timi alle 17.30.
Da non perdere anche l'intervento degli scienziati e degli studiosi come Eva Cantarella, Lucia Tomasi Tongiorgi, Stefano Mancuso che racconteranno il significato delle piante nella mitologia, l'arte la simbologia e la scienza.

Parla dell'ambiente urbano, quello in cui viviamo e di convivenza ecologica e corretta tra umani e vegetali Vietato Calpestare le aiuole - che tocca il tema attuale della agroecologia in città.
Per tutta la settimana inoltre continuano i corsi di fitoterapia, acquarello botanico e i work shop di Green Knitting, che si terranno nella meravigliosa sede dell'orto botanico e la sala napoleonica, iscrizioni e informazioni dettagliate a questo link, è prevista persino la staffeta di knitting per le più veloci e abili, uno modo divertente per sferruzzare in compagnia.


A chiudere in bellezza questa ricca settimana di arte e natura la passeggiata ecologica attraverso i luoghi verdi della città, che si terrà Domenica 20 settembre  alle ore 10.00, dall’Orto Botanico ai Giardini Montanelli. I botanici Aboca vi guideranno alla scoperta e a riconoscimento delle piante che crescono spontanee anche in città. E per entrare subito nel green mood a tutti i partecipanti passeggiata verrà dato in omaggio la guida di Fabrizio Zara "Botanica Urbana" e la t-shirt ufficiale di "A seminar la buona pianta".

Noi parteciperemo al racconto collettivo della camminata postando le foto e pensieri con l'hashtag ufficiale #labuonapianta, voi ci sarete?



A seminar la buona pianta
14 – 20 settembre
location varie a Milano
Programma completo a questo link.

sabato 9 maggio 2015

Keep Clean And Run‬: Pulisci e corri anche tu!



Siete pronti per Keep Clean and Run – Pulisci e Corri se non sapete di cosa si tratta ve lo diciamo noi è una corsa di 400 km in 8 giorni che partirà da Aosta e arriverà a Ventimiglia, una tappa al giorno di 50 km, 3 regioni attraversate per liberare le strade e l’ambiente dai rifiuti abbandonati.
Si parte il 9 maggio e si concluderà il 16 questa maratona, promossa dalla Comunità europea che unisce ecologia e sport.

Ogni Tappa prevedrà inoltre un tema specifico, legato all’approfondimento di particolari filiere di rifiuto, e la presenza di testimonial (istituzionali, sportivi, del mondo dello spettacolo, ecc.) per aumentare la portata dell’evento.


Lo sapete che cos’è il littering? È l’abbandono dei rifiuti, il 70% dell’inquinamento marino è di origine terrestre, questo significa che abbandoniamo in mare una valanga di schifezze, ma no ci limitiamo al mare: campi, strade urbane, giardini abbandoniamo per strada una quantità enorme di rifiuti e sostanze inquinanti pericolose per l’ecosistema.



La manifestazione, promossa dalla Commissione europea, in Italia conta circa 17.500 volontari con 356 iniziative, il triplo rispetto al 2014. Per il ministro dell'ambiente, Gian Luca Galletti, si tratta di "un segnale di come stia crescendo la coscienza ambientale" fra gli italiani, insieme alla "responsabilità nella gestione di un ciclo dei rifiuti virtuoso".

Tutte le info per partecipare alle tappe e dare il proprio sostegno a questo link!

Mi raccomando #pulisciecorri anche tu!

domenica 26 aprile 2015

Dimmi che schiscetta hai e ti dirò chi sei

lunch box
Sul treno, il tram o legata al porta pacchi della bici se ci fate caso anche voi noterete una sportina sospetta, una busta spesso tintinnante che nasconde lei: la schiscetta.

Noi milanesi la chiamiamo così, non so se il termine si sia diffuso ormai ovunque da nord a sud dello Stivale ma il pranzo al sacco, quello portato da casa è un trend in continua crescita. 
Moda che viene dal passato, riportata in auge ora in tempo di crisi: fatto sta che questa abitudine è positiva sia per le tasche sia per l’ambiente, ma a pensarci bene anche per la salute.

Per molti preparare il pranzo a casa è una vera scocciatura, per altri è la soluzione a molti problemi:

  • riduce gli sprechi alimentari;
  • svuota il frigo;
  • ci aiuta a controllare il peso, 
  • sappiamo di più su quello che mangiamo e come viene preparato se siamo noi a farlo.

Tra allergie, diffidenza, diete e ristrettezze varie la schiscetta più brutalmente chiamata schiscia può essere anche un vero comfort food, una coccola che ci fa sentire un po’ a casa anche al lavoro, ma trasformarsi anche in una trappola da stacanovisti soprattutto se ci riduciamo a mangiare davanti al computer.


ricette schiscetta

Quindi vale il detto: Dimmi che schiscetta hai e ti dirò chi sei

E' possibile infatti stilare dei veri e propri identikit: ritardatario, taccagno, vegano, golosone, salutista e disperato…hahhah sì tra tutte c’è anche questa categoria, che include tutti quelli che infilano nel contenitore a portar via cibo a caso preso dal frigo, magari 5 minuti prima di uscire di casa.


Ma se volete diventare dei veri maestri e affrontare il pranzo in maniera corretta e gratificante vi basterà seguire queste piccole, sagge regole:


  1. Non portare mai cibo che non mangeresti neanche appena cucinato: se ha un cattivo aspetto appena pronto, non hai avuto voglia di mangiarlo la sera prima, quanta ne avrai di mangiarlo a pranzo, magari scaldato?
  2. Dosa bene le porzioni: fare la schiscetta non significa svuotare gli avanzi in un contenitore a portar via, stai attento alla quantità, la varietà e la qualità. Se gli avanzi sono buonissimi ma troppo pochi rischierai di spilucchiare durante il pomeriggio oppure sarai costretto ad andare ala bar per un rinforzino e allora addio risparmio.
  3. Non portare primo, secondo, contorno. Meglio dedicarsi a un piatto solo, completo, equilibratio e leggero, se no rischi l'abbiocco davanti al pc.
  4. Fai porzioni facili da mangiare, piccoli bocconi evitanto il coltello, così sarai libero di mangiare al parco o insieme al un collega.
  5. Usa contenitori adeguati. Non tutti sono specifici per alimenti e non tutte le plastiche possono andare nel microonde, controlla sempre i simboli sotto il contenitore.
  6. Mangia fuori almeno un giorno a settimana. Così cambi aria, stacchi dal lavoro e socializzi con i colleghi. Un piccolo premio ci vuole per affronare bene la settimana e non pensare a cosa mettere nella schiscia.

Buon appetito a tutti, soprattutto a chi mangia fuoricasa!



Raccontatevi la vostra schiscia routing e le vostre ricette. Voi di che schiscia siete?
Scrivete a ecodelleco@gmail.com le migliori verranno condivise sulla nostra pagina Facebook e su Pinterest.


martedì 7 aprile 2015

Gli avanzi diventano piatti gourmet


Lo spreco alimentare è una delle piaghe della nostra società, ogni giorno tonnellate di cibo viene buttato, questo dimostra quanto il valore di ciò che abbiamo e che mangiamo sta via via impoverendosi.

Ma invertire la rotta si può, a questo hanno pensato i fondatori di Rub & Stub il primo ristorante dove gli avanzi diventano piatti gourmet da gustare con più consapevolezza e intelligenza.
Nella cucina di questo ristorante a Copenhagen due chef preparano menù diversi ogni giorno a seconda del cibo in surplus donato dai fornitori.

Rub & Stub, letteralmente “tutto, senza eccezioni" inverte la tendenza dell’industria alimentare dove tutto ciò che avanza, non ha un aspetto esteticamente perfetto o è prossimo alla scadenza viene buttato, con uno spreco sconsiderato, fatto di prezzi stracciati per appalti di cibo acquisiti sulle spalle degli agricoltori e del pianeta.



A fornire le materie prime i piccoli negozi di quartiere, gli agricoltori, i produttori, le panetterie pochissimi supermarket.  In base al cibo rimasto invenduto, oppure non più commercializzabile perché esteticamente non conforme (sì sembra assurdo ma è così) 100 volontari sotto la supervisione di chef costruiscono piatti fantasiosi, salutari e stagionali a prezzi politici.

Da Gennaio 2015, Rub & Stub fa parte dei progetti solidali sostenuti dal Danish Refugee Council, come il Sundhedscafeen, un progetto per i rifugiati che sono appena arrivati a Horsens. E’ il Danish Refugee Council ad avere sottoscritto il contratto con  Huset – KBH per il recupero delle eccedenze.
Volontariato, uso intelligenze delle risorse, uniti alla voglia di fare e di cambiare le cose, queste sono le chiavi vincenti di questo progetto, che speriamo venga copiato ed esportato in tutto il mondo, anche nel nostro Paese.



Un progetto simile ha preso il via anche da noi, con forme diverse, basti pensare a LastMinute market oppure Last minute sotto casa, uno strumento intelligente per far incontrare domanda e offerta, con sconti speciali per gli utenti che desiderano risparmiare, e aiutare piccoli commercianti della zona, ma di questo vi parleremo prossimamente.

Zero sprechi e più risorse per tutti!


Intanto impariamo a fare la spesa, ecco il nostri consigli a questo link.

mercoledì 18 marzo 2015

Regali eco per papà green


I papà, sì anche loro stanno diventano eco.  Lo fanno perché le mamme li terrorizzano con la raccolta differenziata, le figlie ormai scelgono prodotti bio e i figli sono fissati con la bici e gli spostamenti ecologici. 
I giovani papà nascono già un po’ ecologisti, quelli un po’ più maturi tardano a percepire questo cambiamento di rotta, ma con un po’ d’impegno si ricorderanno la loro infanzia e quei piccoli segreti risparmiosi e anche virtuosi che prima erano la prassi nelle case.

Io sono cresciuta in una famiglia eco, diciamo che i miei genitori sono stati precursori di tante bellissime pratiche oggi tanto in voga: già 30 anni fa usavano per me i pannolini lavabili che prima si chiamavano ciripà, il detersivo lo prendevano alla spina (sì perché questi negozi negli anni 80’ andavano di moda), la frutta e la verdura si comprava da un contadino nostro amico e la salsa, il pane e la marmellata la facevamo a casa, tutti insieme con tanto sforzo ma con tanto divertimento e soddisfazione.

Oggi che è la festa del papà ecco qualche idea per un regalo green tra il tecnologico, il fai da te e l’ingegnoso, spero di darvi qualche spunto per sorprendere chi amate amando anche la natura.


Per il papà in sella scegli il bikesharing


Il primo regalo è davvero di moda, infatti in molte città questo servizio sta avendo un successo inaspettato, regaliamo un abbonamento annuale al bike sharing, la bici a noleggio per una mobilità ecologica condivisa. Il mio di papà non vedeva l’ora di provarlo, non avendo ancora una bici sua era emozionato come un ragazzino quando è salito in sella. Una gioia da condividere con lui nel week end, un modo alternativo per andare al lavoro. Ma mi raccomando comprate anche caschetto e maglietta catarifrangente, non si sa mai la sicurezza prima di tutto.


 Me lo coltivi papà?


Il secondo regalo è per papà con il pollice verde o aspiranti tali si tratta di un orto in cassetta, un idea geniale, un kit composto a terra e prese minato con ortaggi da taglio per veder crescere in balcone o in terrazzo insalatina, fragole e verdurine bio. Potete realizzarlo anche voi con poche cose e un po’ di creatività, vi basta una cassetta di frutta in legno ben conservata, un telo isolante da mettere sul fondo, del terriccio organico, e delle bustine di semi bio, ormai si trovano anche al supermercato. Un mini rastrello, una paletta e annaffiatoio completano il tutto. Ma poi la cena, preparatela voi per lui!

Il profumo alla spina


Se vogliamo andare sul classico allora puntiamo su una fragranza magari la sua più amata, ma scegliamola ricaricabile. Ormai in profumeria ci sono formati di questo tipo per i profumi femminili. Nel caso non lo troviate perché non provare con Equivalenza un catena di negozi presente in molte città che propongono profumi molto simili a quelle delle grandi marche famose ma a un prezzo mini, e soprattutto in versione refil, così non sprechiamo boccette di vetro e imballaggi inutili. Il prezzo non è alto, e il prodotto è di qualità, potrete permettervi di comprare un pensierino anche alla mamma.

Ma che barba


Il vostro papà la porta lunga o ben rasata? Non importa tanto per essere sempre in ordine avrà bisogno di una buona schiuma da barba. Come farla a casa, in maniera facile e naturale? La ricetta ve la diamo noi a questo link. A voi l’onere di completare il regalo con un buon pennello da barba magari eco con manico in legno e setole naturali. Lo sapevate che la barba vintage come dal barbiere va un sacco di moda ed è più ecologica, perché la crema non richiede bombolette a gas pericolose per l’ambiente.


Tanti auguri ai papà (eco) e aspiranti tali!!


Se vi siete persi l'articolo precedente ecco altre idee per regali ecologici per il la festa del papà.CLICCA QUI!

sabato 28 febbraio 2015

Re-Growing le verdure che vivono all'infinito


Torno a casa, apro il frigo ed eccoli lì, i ravanelli dimenticati che nel frattempo si sono rifatti una vita, come? Mettendo le radici. A chi di voi non è capitato di notare germogli, radici e foglie spropositate che sorprendentemente sono apparse a causa della vostra dimenticanza. Da questo mi sono chiesta come sarebbe bello far rivivere gli ortaggi due volete e da buona ricercatrice ho trovato un sacco di spunti in rete. 

Abbasso gli sprechi con il re-growing 

La pratica di far germogliare la verdura in vaso e poi in terra dopo averla mangiata si chiama Re-growing, letteralmente ricrescita, e devo dire che è geniale, eppure a fare tutto è la natura.
Questo potrebbe aiutarci a dire addio agli sprechi, e a farci riacquistare il nostro rapporto con la natuta e il suo fantastico funzionamento. I bambini poi si divertiranno tantissimo.

Dove il Bio fa la differenza

Innanzi tutto se la vostra verdura germoglia è davvero una notizia positiva, mi ricordo di aver visto un esperimento di una bimbetta che provava con una patata biologica, una naturale ma trattata e una ogm, quella bio cresceva che era una meraviglia, quella trattata ci metteva di più quella ogm…indovinate? Morta rimaneva così com’era nella sua sterile artificiosità. Quindi se improvvisamente le vostre cipolle mettono un bel ciuffo verde, non guardatele storto, amatele e assecondate la loro voglia di vita.

Non tutti i germogli possono essere mangiati, ecco quali

Ora non tutte le verdure germogliate poi sono buone per essere mangiate, ad esempio il germoglio della patata è VELENOSO!! Quello dell’aglio indigesto, altri non è detto che crescano a tal punto da poter essere mangiate ad esempio: l’ananas che diventa una pianta ornamentale carinissima ma per avere un nuovo frutto dovrete penare tanto.
Ecco qui il procedimento per far germogliare cipollotti, sedano, porri, lattuga romana, ma anche il basilico in mazzi.

I cipollotti e i porri

foto www.taringa.net 

Ad esempio prendete un cipollotto bianco quello con le radici o i porri, tagliate la parte che volete utilizzare avendo l’accortezza di lasciare la base quella appunto che di solito va nella terra, vi basterà riempire un bicchiere di acqua fissare con uno stecchino a croce l’ortaggio e immergerlo. L’ortaggio germoglierà e crescerà all’infinito.

La lattuga romana e l'insalata verde in cespo

Anche l’insalata ad esempio la lattuga romana più crescere di nuovo, ad esempio tagliate le foglie dal cespo e immergetelo in acqua, nuove foglie verdi presto cresceranno, basta ricordarsi di cambiare l’acqua regolarmente in modo da non farlo marcire.

Magico sedano


Il sedano poi ha una crescita sorprendente, tagliate le coste circa a ¾ potrete veder spuntare altre foglie e poi un nuovo cuore di sedano da piantare.

Basilico

Il basilico invece è diverso, se prendete un mazzo intero, quello con le radici per intenderci, vi basterà utilizzare le foglie che avete bisogno, lasciando il mazzo nel vaso con l’acqua e poi potrete piantare di nuovo la pianta nella terra, per averne una nuova da annaffiare. Si può provare anche con i rametti più sviluppati, stessa procedura, mettetelo in acqua e aspettate le radici prima di piantare.

Le foglie di carota per un insalata gustosa 


Dalla carota invece, dato che non è possibile far spuntare quella nuova, è invece possibile ricavare delle foglioline saporitissime se messe nell’insalata, qui basta solo mettere in un piatto con un po’ di acqua la parte superiore, spesso di scarto perché amara. Io tenterei questa pratica anche con i ravanelli rossi, o il daicon il ravanello cinese, le foglioline sapranno di wasabi!

L'ananas ornamentale 


L’ananas, molti non sanno che il ciuffo può essere una bellissima pianta ornamentale. Ma attenti qui non si usano coltelli per staccare la parte verde. Dovete afferrare il ciuffo, rotearlo fino a staccarlo, cautamente controllare alla base se ci sono dei puntini neri, da qui usciranno le radici, una volta esposte, magari staccando le foglie esterne vi basterà in metterlo a dimora. Il ciuffo continuerà a crescere, le foglie esterne mano a mano moriranno, la pianta si allargherà per questo è consigliabile un vaso dal grande diametro. Alcuni fortunati potranno con pazienza vedere il frutto apparire. Ma come detto, solo i più fortunati perché è un po’ difficile.

Buon riciclo verde a tutti!

domenica 22 febbraio 2015

Design e autoproduzione alla Cascina Cuccagna

Autoproduzione sedie Enzo Mari

Design e autoproduzione si uniscono alla Cascina Cuccagna per un ciclo di lezioni di falegnameria, dove sarà possibile realizzare con le proprie mani le sedie progettate da Enzo Mari, un grande esponente del design italiano nel mondo paladino anche dell’autoproduzione come risorsa e risposta alla crisi.


Nella mostra alla Triennale di Milano dedicata al Design oltre le crisiche si è appena conclusa, trovavano ampio spazio i designer emergenti e  quelli che hanno fatto storia, sapendo inventarsi e reinventarsi ogni volta dando prova di quell'ingegno tutto italiano.



Questa della Cascina Cuccagna è un’occasione unica per metterci in gioco e trasformarci in artisti e artigiani.
Il workshop in 3 appuntamenti il 21 marzo, 18 aprile e 23 maggio è organizzato dal collettivo Breadtree, che cerca di portare avanti il messaggio e l’idea della falegnameria di Enzo Mari riportato nel suo libro Autoproduzione, ovvero che ognuno potesse realizzare e autonomamente sulla base dei propri disegni e le sue indicazioni le sedie da lui progettate.

Il costo del workshop Autoproduzione: le sedie di Enzo Mari è di 40 euro (con sconto del 10% con Tessera Sostenitore). Per info e iscrizioni è necessario mandare una mail a falegnameria@cuccagna.org.

 


martedì 10 febbraio 2015

La spesa senza sprechi: proviamoci così!


Siamo sempre di fretta, mille cose e impegni da incastrare e la spesa da fare ovviamente, ma come farla in maniera ecologica e sostenibile?
Ecco qualche dritta, sono semplici consigli, molti di voi sono bravissimi e rispettano tutti i punti della lista, scommettiamo? Facciamo un piccolo esperimento insieme.
Leggete, spuntate, e prendete appunti, ovviamente commentate per dare altri consigli.

  1. Quando vai a fare la spesa non dimenticare di osservare il tuo frigo, se è vuoto sei stato bravissimo/a. Perché? Se è vuoto le cose sono due, o non fai la spesa da una vita, non sei abituato, hai scroccato il pranzo a parenti o amici, oppure hai calcolato bene i consumi settimanali e quindi non hai sprecato nulla. L’ipotesi 2 è quella virtuosa, la prima bè forse è il caso di lavorarci un po' su.
    Osservare il frigo, appuntare una lista per capire cosa manca, cosa è in scadenza e cosa è da provvista è importante, ci da una panoramica che nostri consumi e ci aiuta a stilare una previsione.
  2. Fai la lista, non andare a caso al supermercato, rischieresti di fare acquisti d’impulso, dimenticarti qualcosa, dover tornare ogni giorno per piccole cose che si trasformano in spese inutili. Prendi quello di cui hai bisogno, cercando di stilare un menù base settimanale.
    Non dimenticare di appuntare le serate palestra, cinema, o aperitivo fuori…non vorrai certo riempire il frigo di cose fresche e poi non consumarle? Risparmi, non sprechi e non porti pesi.
  3. Controlla di avere la sporta con te. Se non sai cosa sia, se non ne hai una a casa, prendi un sacchetto usato, ne abbiamo un sacco a casa purtroppo (noi molto meno, usiamo anche nei negozi non alimentari la nostra borsa in cotone riciclabile all’infinito).
    Una busta di carta, plastica anche bio costa dagli 0,8 fino ai 50 centesimi, vuoi mettere la soddisfazione quando la commessa chiede: “serve un sacchetto?” dire no, io ho la sporta! Io non la chiedo mai, quando mi dimentico la mia, faccio i salti mortali per portare tutto a mano, scene esilaranti e disperatissime, ma davvero esilaranti. Guarda la campagna di Greenpeace su “ Un oceano di plastica” per capire i danni che possiamo arrecare con le nostre scelte.
  4. Evita imballaggi inutili. Io preferisco comprare sfuso, sì al supermercato è difficile, ti imballano tutto anche una mela, ma con un po’ d’accortezza puoi ridurli. L’ananas, le banane, l’avocado…pesiamoli e mettiamo la targhetta direttamente sulla buccia. ( Noi prendiamo frutta esotica, sì cercando di moderarci, e solo fair trade).
  5. Programma bene le quantità. Sei solo, siete in 2, okey i pacchi famiglia sono convenientissimi, e riducono gli imballaggi. Se decidi comprarli, una volta a casa surgela dividendoli per porzioni. Qui torniamo al punto 1, c’è abbastanza posto in freezer? Dovresti saperlo!
  6. L'etichetta, leggila. Sì, non solo ingredienti, provenienza ma anche scadenza, calcoliamola prima di mettere in dispensa qualcosa che avrà secondo le nostre previsioni vita lunga e in realtà, non l'avrà affatto. Per il resto vige il nostro buon senso.
  7. Compra dal produttore. Se non puoi andare in campagna, la campagna arriva in città. Sì, perché sono sicura che anche dove abiti hanno organizzato Mercati della terra, mercatini di piccoli produttori, e di contadini, spesso sono settimanali. Noi andiamo alla Fabbrica del vapore, la Cascina Cuccagna, i prezzi molte volte sono più alti è vero, ma la qualità si sente.
    Trovi le date ai link corrispondenti.
  8. Sei sicuro che la tua acqua di casa non sia buona? Se hai la fortuna di abitare a Milano, sai che è controllatissima, in alcune zone è buona, in altre meno. Se è buona, usa la bottiglia di vetro, non porterai pesi, non produrrai imballaggi, non dovrai smaltire nulla. Se quella del rubinetto non ti piace, cerca una casa dell’acqua vicino a te, scopri la mappa qui.
  9. Lo scontrino dove lo butto. Iniziamo con la differenziata, ammesso che tu abbia seguito i punti 1, 2, 5, alla fine quasi inevitabilmente avrai prodotto rifiuti, l’organico va nell’umido, la plastica nella differenziata, così come il vetro e l’alluminio, ma lo scontrino? No, non mi dire che lo metti nella carta? Purtroppo la carta termosensibile, e l’inchiostro degli scontrini non sono riciclabili, quindi in attesa di un sistema nuovo, devi buttarlo nell’indifferenziato, o secco.
  10. Hai fatto male i calcoli? Ok, lo spreco è sempre in agguato, ma puoi ancora vincere, come? O organizzi una cena, ti dai alla serata svuota frigo, che da sempre origine a piatti fantasiosi, al limite del futurismo, oppure vai di riciclo creativo, qualche ricetta lo trovi nel sito, ad esempio l’ultima su come riciclare lapolenta avanzata, o i cereali e il pane.
  11. Ricorda che l’autoproduzione è sempre la via virtuosa, perché ti fa rendere conto della fatica e del valore degli alimenti. Un pane fatto in casa ti cosa meno, è divertente, più sano e sono certa che non andrà sprecato. Così come una torta, o lo yogurt. Sai che puoi farlo a casa senza yogurtiera?

Postilla sullo shopping online

Piccolo appunto in più, in questi mesi ho comprato molto online, sì è davvero comodo, scegli sul sito, magari risparmi qualche euro, e ti arriva a casa, ma tutto ha un prezzo.
Anche il più virtuoso, almeno così crededo dei siti, mi ha recapitato 3 oggetti ordinati lo stesso giorno in 3 spedizioni separate, con imballaggi di cartone, plastica assurdi e spropositati, uno spreco ENORME!! sono rimasta proprio male, perchè tra il trasporto e tutte quelle risorse. 
Da allora mi sono posta una regola, siamo sicuri che il negozio vicino a casa non abbia la stessa cosa che mi serve, a un prezzo ragionevole, un posto dove posso andare di persona, pagare e ridurre trasporto e imballo? La risposta molte volte è: sì. Quindi controlliamo.

Non dimenticate di scriverci le vostre dritte, suggerimenti e impressioni. Voi come la fate la spesa?



venerdì 6 febbraio 2015

Come utilizzare la polenta avanzata


É arrivata la neve, fuori fa freddo, e anche a tavola abbiamo bisogno di piatti caldi e un po’ calorici per tirarci su. Il comfort food per eccellenza dell’inverno, quello che ci viene dalle nostre tradizioni contadine, almeno qui al nord è la polenta, non per niente ci chiamano polentoni…hahah ahah

Se anche a voi capita di esagerare con le dosi, e avanzare la polenta, ecco qualche ricetta su come realizzare piatti di recupero con questo prezioso ingrediente, un tempo fondamentale nelle case, perché sostanzioso e a basso costo.

Ecco come utilizzare la polenta avanzata in maniera gustosa, economica e divertente, siete pronti?

Polentine

polenta alla griglia

Iniziamo con le classiche polentine o polenta fritta una vera leccornia, perfetta da gustare il giorno dopo come antipasto oppure come contorno, al posto del pane ideale per accompagnare il secondo o le verdure.
Vi basterà tagliare la polenta fredda in fette di un centimetro di spessore, far scaldare una padella con un po’ di olio o a chi piace un po’ di burro, sfrigolare le fettine da entrambe i lati per 5 minuti, senza girare troppo. Il segreto è la pazienza per creare la crosticina pefetta.
Un tempo si metteva la polenta sulla griglia del camino, se avere una piastra potete provare questa variante più veloce e anche salutare.

Chips di polenta croccanti

chips polenta

La seconda ricetta è più complessa e calorica, si tratta di tagliare delle fettine di polenta molto fini, lasciarle asciugare bene, infarinarle e salarle e buttarle nell'olio bollente fino a doratura.
Proprio come le patatine fritte classiche, queste chips di polenta sono perfette per un antipasto magari dal sapore un po’ messicano.

Gnocchi di polenta e taleggio


Vi serviranno:
  • 300 grammi di polenta
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 200 gr di farina potete anche mischiare quella integrale con quella 0
  • 2 cucchiai di formaggio grana
  • Sale
  • Pepe
  • Noce moscata a piacere

Il procedimento per questi gnocchi di polenta è davvero semplicissimo, basta unire tutti gli ingredienti insieme in un contenitore capiente, creare un impasto omogeneo e realizzare dei serpentelli proprio come si fa con gli gnocchi tradizionali, potete tagliarli della misura che volete, più piccoli per una cottura veloce o più grandi per i più affamati. Vi basterà cuocerli in acqua bollente salata, per pochi minuti, quando vengono a galla, e scolarli con attenzione.

Condimento perfetto un buon formaggio a pasta morbida come il taleggio appunto, oppure aggiungere radicchio e dadini di fontina.

Quenelle di polenta e mozzarella


Chiudiamo con un piatto unico gustoso, o un appetizer , ovvero quenelle di polenta e mozzarella
Queste crocchetine sono facili da realizzare, e da portare al lavoro come schiscetta il giorno dopo.
Con due cucchiai inumiditi prendete una piccola quantità di polenta fredda, e lavoratela a quenelle, create con le dita un piccolo foro al centro per farcire con la mozzarella a dadini.
Sigillate bene inumidendo le dita, ponete le quenelle in una teglia oleata, e coprite con abbondante sugo di pomodoro. Una spolverata di grana e in forno a gratinare.

Una volta dorate sono pronte per essere mangiate o conservate.

Buon appetito e alla prossima ricetta di recupero! Perchè il motto è: Cucina senza sprechi 

M’illumino di meno… per riveder le stelle!

M'illumino di meno 2015
M’illumino di meno è da 11 anni la Festa del Risparmio Energetico. Nata in collaborazione con Caterpillar radio 2 questa iniziativa ci invita a riflettere sui nostri consumi energetici, all'importanza di queste risorse e alle nostre azioni quotidiane.
Anche quest’anno il 13 febbraio siamo invitati a spegnere le luci, anche solo per 1 ora dalle 18.00 alle 19.30, ma quest’anno c’è qualcosa in più.

Proprio quel giorno potremmo osservare la costellazione dell’Orsa minore, o Piccolo carro, se tutti saremo virtuosi, spegneremo le luci potremo “Tornar a riveder le stelle”, un premio per tutti, una sfida da vincere insieme.

Tutto questo in collaborazione con la comunità astronomica nazionale (INAF, SAIT, ASI), e internazionale IAU che vuole lanciare un esperimento, ovvero dimostrare quanto sia presente e inficiante l’inquinamento luminoso, non solo in città. 
Solo grazie all'illuminazione intelligente, e responsabile potremo godere di maggiori vantaggi, tra cui la riconquista delle stelle, ormai invisibili per la maggior parte di noi.

M’illumino di meno sarà uno dei primi eventi che celebra il 2015, come Anno Internazionale della Luce come istituito dall’UNESCO.

festa della luce 2015

Poteva non partecipare all'esperimento lei, la nostra Samantha Cristoforetti? Tempo atmosferico permettendo, la nostra astronauta fotograferà l’Italia dallo spazio sia il 12, sia il 13 febbraio sperando di cogliere la differenza.
Siete pronti? Non vorremo certo deluderla.


Tutte le istruzioni a questo sito, dove troverete anche tante dritte su come esplorare il cielo e ammirare le costellazioni.

m'illumino di meno 2015

martedì 20 gennaio 2015

Come usare la frutta secca: barrette energetiche, muesli fai da te

Ne abbiamo mangiata tanta durante le festività, ci hanno detto che fa bene per il colesterolo, che è molto nutriente e ricca di acidi grassi importanti stiamo parlando della frutta secca. Se anche tu a casa hai ancora molte mandorle, noci e nocciole e non sai come consumarle ecco alcune ricette di recupero naturali che fanno bene alla salute, molto energetiche ma che se consumate in maniera corretta sono anche un idea furba per rimettersi in forma.

La prima ricetta per riutilizzare la frutta secca è molto golosa e la possiamo realizzare in maniera semplice e veloce, magari proporlo come dessert agli amici.

Torta di frutta secca

crostata frutta secca

Trattandosi di una ricetta di recupero le dosi sono assolutamente indicative, infatti basta avere abbastanza frutta secca per la farcitura, nel caso non ne abbiate abbastanza seguite le nostre sostituzioni.
  • 150 grammi di farina di farro o integrale – se non le avete scegliete la farina 0 e non manitoba troppo raffinata
  • Un bicchiere di olio di semi – soya, arachidi o girasole
  • 1 bustina di lievito
  • Scorza di arancia o limone a piacere
  • Mezzo bicchiere di latte – meglio vegetale

Per il ripieno
  • 150 grammi di nocciole, mandorle e noci – vanno bene anche solo un tipo basta sia di pari quantità
  • 2 cucchiai colmi di sciroppo di agave o di miele o zucchero di canna

Iniziamo con il creare la pasta frolla, volutamente senza burro e senza uova per diminuire la calorie, il procedimento è semplice, in un mixer aggiungere farina, lievito, olio e scorza di arancia e latte, aggiungete agave o qualsiasi dolcificante utilizzate abitualmente.
Amalgamare creando una pallina da riporre al freddo per 30 min.

Una volta stesa la frolla in una tortiera, versate la frutta secca avendo l’accortezza di dividere in due parti, una da tritare finemente, l’altra da lasciare a pezzi interi, mescolando il tutto col sciroppo d’agave oppure miele, oppure zucchero di canna.
Se non avete abbastanza frutta secca aggiungete sul fondo della mela a spicchi, servirà da base morbida alla copertura croccante.
Il forno per 40 min a temperatura media e la torta è fatta, potrete porzionarla in quadratini e portarla con voi per una merenda genuina.


Barrette energetiche alla frutta secca e miele


Questa ricetta è ideale per chi fa sport, contiene tutti i nutrimenti per uno snack veloce: ecco come realizzare le barrette energetiche fai da te.
In una ciotola aggiungere frutta secca sminuzzata potrete aggiungere anche datteri, fichi secchi o dadini di frutta essiccata, farina di avena, 1 albume montato a neve, un cucchiaio di olio di semi o d’oliva, zucchero di canna o meglio miele o agave.

Una volta mescolato il tutto stendete il composto in una teglia dai bordi  non tanto alti, meglio se rettangolare, la carta forno sul fondo è essenziale per poi staccare il tutto.
Infornate per 35 minuti in forno forte o ventilato.
Una volta raffreddato per bene, tagliate con un coltello in barrette. Potete avvolgerle nella carta forno e conservarle in dispensa per molto tempo a patto che siano ben sigillate.


Coppa di yogurt, muesli croccante e frutta

coppa yogurt e muesli

Ottima colazione o dessert al cucchiaio ipocalorica, questa coppa è fresca e piacevole perché mixa diverse consistenze e sapori, l’aspro dello yogurt, il dolce della frutta, il croccante delle noci o delle mandorle.
La preparazione è davvero semplice, l’unica cosa da preparare è la frutta secca da tagliare grossolanamente e da tostare per alcuni minuti in padella.

Alternate bella coppa yogurt al naturale o a piacere, frutta secca, muesli e frutta di stagione, per un tocco di colore scegliete mirtilli, lamponi o melograno ricchi di antiossidanti.

Servite a temperatura ambiente o appena freddo, perfetto nel bicchierino monodose per una merenda deliziosa in ufficio o a scuola.

domenica 18 gennaio 2015

La cosmesi naturale che fa bene all'ambiente


Nasce da due bisogni essenziali e al passo con i tempi: prendersi cura della nostra pelle in maniera naturale e risolvere i problemi degli scarti alimentari.  Finalista del premio per l’innovazione organizzato dall'università di Sassari, Acadermic ha realizzato cosmetici organici da scarti alimentari, trasformando i rifiuti ad alto impatto ambientale in risorse ad alto valore aggiunto.

I cosmetici dagli scarti agroalimentari

La cosmetica ecobio sta avendo una diffusione e uno sviluppo enorme, anche case produttrici prima votate solo alla petrolchimica hanno adeguato la loro offerta prediligendo sostanze attive di derivazione naturale e di coltivazione biologica, ma questo progetto, diventato start up fa un passo avanti, proponendo un modello sostenibile di valore.
Sotto la guida della Dottoressa Carla Villa vengono realizzati insieme a un centro universitario e professionisti esperti in  in ambito cosmetologico, biomedico e microbiologico, prevede la preparazione di ingredienti bioattivi verdi, ottenuti dagli scarti agroalimentari attraverso tecniche estrattive microonde.
Ingrediente primario per i cosmetici Acadermic sono le acqua essenziali, ovvero le acque di sostentamento della pianta ricche di principi attivi e antiossidanti, vengono così formulati prodotti ecosostenibili, a risparmio energetico e con altissimo valore per la pelle.

Il team di Acadermic - Cosmetici ecosostenibili

I migliori risultati si sono ottenuti con le vinacce liguri, la start up infatti ha origine da questa zona, nel 2015 verrà lanciata una linea cosmetica proprio con questi ingredienti e il canale di distribuzione saranno proprio le farmacie, luoghi dove oggi non si possono purtroppo trovare prodotti eco biologici di valore. I farmacisti verranno finalmente formati con corsi specifici su questi prodotti e avranno gli strumenti per consigliare in maniera ottimale il consumatore, capendo quindi il valore di questi prodotti naturali al 100% amici della pelle e dell’ambiente.

Leggi l'Inci e scegli la bellezza sostenibile

I cosmetici realmente sostenibili e naturali saranno finalmente una realtà? Lo scopriremo presto, nel frattempo vi consigliamo di scegliere prodotti per la persona di origine vegetale, privi di petrolati, siliconi e parabeni. Lo strumento per sceglierli correttamente è sempre uno leggere le etichette, per questo vi rimandiamo al nostro articolo che propone una facile guida a come leggere l’INCI e riconoscere le sostanze “cattive”.

Hai mai provato a realizzare un cosmetico fai da te? Visita la nostra pagina dedicata alla cosmesi naturali e copia le ricette.
 

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