venerdì 30 settembre 2011

Come fare lo yogurt a casa senza yogurtiera?


fare yogurt a casa
Per colazione o uno spuntino: impara a fare lo yogurt

Chi fa da se fa per tre.


Uno dei comportamenti più ecologici e sostenibili e la riduzione o il contenimento dei consumi, ritornare a produrre a casa propria cibi e oggetti è un ottimo metodo per salvaguardare l’ambiente e il portafoglio.

Per 3 motivi: si evitano ingredienti dannosi o poco genuini e naturali, si riduce l’inquinamento dovuto alla produzione industriale, si eliminano imballaggi usa e getta.

Con una minima spesa è possibile avere un prodotto buono, sano e anche divertente.
Lo yogurt è un alimento davvero prezioso, per molte culture addirittura un elisir di lunga vita, sicuramente un aiuto per il nostro organismo.

Vivo grazie ai fermenti, questo prodotto può essere un alleato vincente per rinforzare le difese immunitarie e riequilibrare la flora batterica.

Fare lo yogurt a casa, senza yogurtiera è più facile di quanto sembra, come?
Con i nostri suggerimenti e pochi strumenti, ecco quali:

- Termometro per alimenti
- Pentola d’acciaio
- Cucchiaio
- Thermos o coperte

Avremo bisogno solo di due ingredienti, però davvero essenziali:

 1 barattolino di yogurt intero, il più naturale possibile.
 1 litro di latte meglio se non scremato e a basso contenuto di lattosio, i fermenti lattici ne hanno un gran bisogno per crescere e ne vanno ghiotti.

yogurt fatto in casa
Puoi aggiungere frutta frullata per uno yogurt da bere.


Procedimento:


1) Versate il latte nella pentola d’acciaio e portare ad ebollizione, se il latte è a lunga conservazione la pastorizzazione ulteriore non è necessaria.
Eliminare il velo di panna formatosi sulla superficie.

2) Fate raffreddare il latte fino alla temperatura di 40 gradi, questa è la fase più delicata perché il latte non deve essere né troppo caldo né troppo freddo.
Non avete il termometro? La prova dito potrebbe essere sufficiente, testate la tiepidezza in questa maniera, ma attenti a non scottarvi!!

3) Una volta raggiunta la temperatura desiderata aggiungete 2 cucchiai grandi da cucina di yogurt naturale, mescolate con cura.
Riponete il tutto all’interno di un thermos capiente e lasciatelo tranquillo in un angolo caldo della casa.
Cercate di non spostarlo, e di non urtare il contenitore,  mantenendo la temperatura costante.

Al posto del thermos potrete riporre il composto in un contenitore per alimenti ben lavato, meglio se in vetro, sigillato e poi avvolto in un pile o una coperta di lana.
Dovrete attendere pazientemente 8-10 ore e lo yogurt sarà pronto.

Potete filtrare con un colino il siero in eccesso, zuccherare e personalizzare il vostro yogurt con quello che preferite. Lo yogurt si conserva in frigo per 1–2 settimane.

yogurt fatto in casa

Avanzate sempre due cucchiai di yogurt senza l’aggiunta di altri ingredienti per avere la vostra scorta di fermenti pronti ogni volta che volete. Un consiglio in più e quello di scegliere lo yogurt di partenza con la  data di scadenza più lontana possibile per assicurarsi fermenti lattici vivi e proliferi.

Potrete sostituire i 2 cucchiai di yogurt originari con una capsula di fermenti lattici acquistata in farmacia, ma perché scomodare il farmacista?

Il risultato non è purtroppo certo, bisogna procedere un po’ per tentativi, la scelta dello yogurt d’origine, la temperatura del latte e il tempo di posa possono far variare il gusto e soprattutto la consistenza finale.


L’importante e non scoraggiarsi e trovare la combinazioni di fattori ottimali per la ricetta perfetta.
Basta poi aggiungere ingredienti a piacere come cereali, frutta fresca, frutta secca oppure agave o sciroppo di mela per realizzare uno spuntino o una colazione gustosa e sana.


ARTICOLO AGGIORNATO IL 2 giugno 2016

giovedì 22 settembre 2011

So critical so fashion.


3 giorni di moda critica, etica e indipendente: per essere belle anche con cuore e cervello.

Stanche dei marchi che si fanno pubblicità vantando finto interesse per l’ambiente, l’eticità e il lavoro pulito (vedi adidas, hm, nike), se sì, questi 3 giorni fanno al caso nostro.

Nel pieno della settimana della moda Milano si trasforma in una passerella a cielo aperto, noi comuni mortali non dobbiamo nasconderci o rassegnarci alle proposte della moda convenzionale che se pur affascinanti sono spesso eticamente ed ecologicamente scorrette. Forte dell’esperienza dell’edizione passata, torna So critical So fashion.
Piccole imprese di qualità porteranno la loro testimonianza e sfileranno con i loro capi per dimostrare che un’alternativa alla moda tradizionale è possibile.
Rispetto per le esigenze del consumatore tradizionale unito a un’ottima fattura e l’attenzione per ciò che ci circonda; questo è lo spirito della manifestazione che si svolgerà questo 23, 24 e 25 settembre a Milano.

Il gusto e l’eleganza si uniscono alla ricerca di metodi alternativi di produzione basati su un’etica del lavoro e la scelta di materiali e lavorazioni più responsabili.
La moda critica incontra il consumatore critico, ma anche quello curioso infatti l’evento è aperto agli esperti del settore e a tutti.

Scegliamo i capi, leggiamo le etichette, ma andiamo oltre. L’evento che si terrà nelle location di Frigoriferi Italiani è un’occasione imperdibile per conoscere proposte originali, marchi interessanti e metodologie di realizzazione originali.

Eventi speciali per professionisti, appassionati di green economy, e consumatori. Un programma fitto di workshop e laboratori creativi e ludici.
Seminari per conoscere e approfondire le tematiche riguardanti la moda responsabile, ma soprattutto 20 realtà selezionate con corner dedicati per la vendita della collezione in corso e della collezione P/E 2012.

Per conoscere maggiori dettagli visitate il sito ufficiale dell’iniziativa.

Abiti Green Aporter


venerdì 16 settembre 2011

Puliamo il Mondo, ZeroEmission e Artigianalità.

Puliamo il Mondo 2011
  
Appuntamenti di settembre da non perdere!
Questo fine settimana si svolgeranno molti eventi interessanti dal punto di vista del tema sostenibile, ecologico e ambientale.
Iniziamo con Puliamo il Mondo edizione 2011, da domani 16 settembre fino al 24, città come Milano, Napoli e Roma saranno coinvolte in un’azione concreta e unita per dare una pulita alla nostra Terra.
Palette, scope e tanta buona volontà per ridare dignità e decoro agli angoli, dimenticati e non, della nostra quotidianità. 
L’iniziativa organizzata da Legambiente riscuote molto successo sin dal 1993, anno della prima edizione, quest’anno saranno schierati 1000 gruppi di volontari per spazzare via le brutture da piazze, giardini e aree comuni. 
Tutti possono aderire, anche i più piccoli, quale modo migliore per stare insieme e imparare una lezione importante sul rispetto reciproco e del pianeta.


Fiera iniziata il 14 settembre ma, che durerà fino a domani a Roma, ZeroEmission è un grande evento dedicato alle energie rinnovabili. Verranno illustrate luci e ombre sulla diffusione delle energie alternative in Italia.  
Si terranno cicli di conferenze, incontri con i maggiori produttori, ricercatori, investitori ed esperti. Sarà possibile inoltre assistere alla realizzazione di una pala eolica, studiarne il funzionamento e capirne l’efficacia.

Il mediterraneo unito nella capitale per discutere di un argomento importante per il futuro di tutti.

 Pala eolica - Zero Emission Roma 2011

A Milano presso l’Eco Bookshop di Valcucine, il 21 settembre si terrà un incontro dal titolo Analogico o digitale, il futuro è artigiano presentato da Luca de Biase, evento inserito nella Social Media week.

Analogico o digitale, il futuro è artigiano

Un dibattito e un’attenta riflessione sul ritrovato interesse per il “saper fare italiano”, risorsa che fa parte della nostra cultura, fattore che ci distingue nel mondo. Verranno illustrati i casi in cui quest’artigianalità s’intreccia alle nuove e più moderne tecnologie. Il “saper fare” diviene alleato dell’industria, una risposta forte alla delocalizzazione e alla razionalizzazione. 

La libreria Valcucine, situata in Brera, uno dei luoghi più intimi e significativi della città, è uno spazio che ospita più di 1000 volumi dedicati alle tematiche ambientali e della sostenibilità.  Sul sito troverete maggiori dettagli sulle iniziative e gli incontri.


Pedalando verso Teramo, il 17 si potrà assistere ai Concerti Sostenibili, il tour che ha già toccato Genova e Vernazza, propone esibizioni musicali davvero eccezionali. 
Il pubblico parteciperà attivamente alla produzione di energia elettrica necessaria all’evento grazie a particolari biciclette ovvero Musicicle.
Buona musica offerta dall’Associazione Echo Art e la Banda di Piazza Caricamento, per sensibilizzare le persone e l’opinione pubblica sui temi della salvaguardia ambientale, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile.

Tu pedala che io suono! EchoArt.


La salvaguardia del pianeta e la diffusione di uno stile di vita più sostenibile sono missioni in salita? La mossa vincente e non demordere, ma continuare a pedalare. Voi che dite?

martedì 13 settembre 2011

Una scuola sostenibile ed ecologica? Se non c'è, fai da te!

Ricomincia la scuola, c’è chi non vede l’ora di riabbracciare i suoi amici e chi invece è un po’ teso per l’inizio di questa nuova avventura. Per essere pronti a un nuovo anno scolastico serve un giusto equipaggiamento: quaderni, penne, matite, blocchi, cartellette, astucci e cartelle.

Alcuni articoli richiedono l’acquisto, altri possono essere realizzati a casa con l’aiuto di pochi strumenti, oppure si passano di anno in anno.
 Di seguito troverete alcuni suggerimenti per creare o acquistare il necessario per una scuola più ecologica e sostenibile.

I quaderni: prodotti con materiali alternativi, carta riciclata o frutto del lavoro di cooperative o onlus, sono gli articoli più utilizzati, indispensabili per segnare le lezioni e fare i compiti.  
Nella lunga carriera di uno studente purtroppo sono sacrificati tantissimi alberi, è importante quindi scegliere con coscienza facendo attenzione al tipo di carta utilizzata. Deve essere riciclata, ma anche certificata, non trattata con cloro e altre sostanze chimiche sbiancati perché potenzialmente inquinanti.  Blasetti spa ha dato vita a Quadeco, una linea di materiale per la scuola in carta certificata FSC – Forest Steward Council.
Sono ecologici ma anche solidali, perché frutto di un progetto di reinserimento lavorativi nato nel carcere di Monza quelli di Scarceranda, le frasi stampate sulla copertina sono spunto di riflessione interessante.
Quadreco-quaderni in carta certificata.

Le penne: i quaderni non avrebbero utilità senza di esse, in commercio esistono modelli realizzati in materiali riciclabili al 100%, oppure biodegradabili in mais o cartone riciclabile. Il loro acquisto non è semplice, perché non sempre reperibili, ma una soluzione esiste: la vecchia penna con cartucce e refil, disponibili sia a sfera sua in versione stilografica. Rivalutiamo le penne regalate da nonne e zie, passiamole ai bimbi se non sono troppo ingombranti o preziose, diventerà un’amica affezionata di tanti appunti.

La scrittura è importante, ma anche il disegno e il colore. Atossici, riciclabili e coloratissimi i pennarelli Ecoallene si lavano via dai tessuti e dalla pelle solo con acqua e sapone. Controlliamo che non contengano sostanze tossiche o coloranti illegali, per questo non acquistiamoli senza regolari requisiti di sicurezza.

Scarceranda - Agenda 2011
Il diario: Compagno fidato delle lunghe giornate sui banchi di scuola, serve più a raccogliere dediche e sfoghi che a segnare i compiti e le lezioni. La scelta è molto soggettiva e spesso legata alle mode del momento. Esistono, però agende solidali, in materiale riciclato, ricoperture alternative. Sempre di Scarcerando le Scarcerande, le nuove agende che aiutano a sensibilizzare sui temi delle libertà, il rispetto delle leggi e la giustizia. Figlie di un progetto sociale finalizzato a sostenere persone in difficoltà nelle parti più povere del mondo, dando lavoro a carcerati e persone che attraversano un momenti di crisi. Ciack invece realizza diari con copertine alternative e carta riciclata, più seriose sono adatte per i ragazzi più grandi, ma anche per mamma e papà. 

L’astuccio: se avete fatto un investimento negli anni scorsi, non avrete necessità di riacquistarne uno nuovo, vi basterà infilarlo in lavatrice oppure spazzolarlo con un po’ di sapone di marsiglia per farlo tornare come nuovo, in caso contrario affidatevi agli astucci realizzati con materiale alternativo e di recupero.
Il marchio Bianca&Volta produce in collaborazione con la cooperativa sociale Iter di Rovereto bustine, cartelle e borse con i cartelloni pubblicitari dismessi. Sono coloratissimi e altamente resistenti, a prova di strapazzo e inchiostro.
Porta penne Bianca&Volta.
Vuoi realizzare una bustina porta penne fai da te? È facilissimo. La tua tshirt tanto amata ma ormai stinta, il paio di pantaloni smessi, o lo scampolo dalle fantasie divertenti? Taglia un rettangolo, piegalo in due per la lunghezza, cuci i due lati e applica una cerniera o degli automatici per l’apertura.

I più pazienti o ingegnosi possono aggiungere elastici interni per fermare i pennarelli e le gomme, e sbizzarrirsi con scomparti e personalizzazioni. Questo tutorial è semplicissimo, realizzato da una mamma davvero ingegnosa!
http://scuolainsoffitta.wordpress.com
La cartella: un altro articolo soggetto alle mode è sicuramente lo zaino o la cartella. Deve essere resistente, capiente, ma soprattutto ergonomica, con spallacci imbottiti per bilanciare meglio il peso dei libri sulla schiena. Alcuni modelli sono davvero molto cari, insegniamo ai bimbi o ai ragazzi l’importanza e il valore di quest’oggetto. Optate per un modello semplice e decoratela applicando via via toppe e spille dei personaggi e degli idoli preferiti. Stimolare la fantasia creando un modello unico e trasformabile permette di distinguersi dalla massa anche senza le griffe sviluppando uno stile proprio.

Ciò che contraddistingue la scuola sono ovviamente i libri, la maggiore spesa per le famiglie. Non abbiate paura di acquistare volumi usati. Gli editori se ne approfittano mettendo in commercio edizioni nuove con variazioni inesistenti. Confrontate le copie tra loro prima dell’acquisto, verificate che non siano segnati o sottolineati rendendoli illeggibili. Potrete ovviare a copertine un po’ usurate ricoprendole con carta di recupero, giornalini, pellicole e cartoncini colorati.
Esistono siti come libridea, libraccio e ibs dove potrete comprare ma anche vendere i libri scolastici usati e degli anni passati.

L’educazione ambientale, le regole della sostenibilità ecologica e sociale s’impara sin da piccoli, se non è previsto nel programma scolastico, richiedete alle maestre o ai rappresentanti scolastici di integrare o partecipare a lezioni organizzate da enti come wwf e Fai. Proponete gite in riciclerie, la realizzazione di un piccolo orto o giardino nelle aree comune della scuola. Date il buon esempio, se possibile preferite i mezzi pubblici, o i tragitti a piedi, se abitate lontano e la macchina è necessaria organizzate turni con altri bambini, ottimizzate spazi e consumi!

Buon inizio a tutti!



domenica 4 settembre 2011

Trasforma la tua vacanza in sostenibile.

Isola di Kastri, immagine protetta.
Le vacanze sono finite, almeno per noi purtroppo, ma volevamo condividere con voi la nostra esperienza di viaggio. 
A causa d’incertezza sulle date delle ferie non abbiamo potuto pianificare vacanze eco al 100%, ma in breve tempo abbiamo cercato di scovare una struttura in cui adottare stili di vita maggiormente ecologici con più facilità. Il campeggio o le strutture completamente ecofriendly, mezzi di trasporto come il treno, la bici sarebbero stati più corretti.
Ribadiamo, la nostra non è stata una vacanza sostenibile in piena regola, ma questo ci permette di aiutare chi vuole vivere al meglio, nel maggior rispetto del pianeta, anche lontano da casa, in strutture turistiche pseudo tradizionali.
La nostra meta è stata Kos, in Grecia, precisamente Kefalos la parte più bella e meno turistica dell’isola.
Il nostro albergo era totalmente a conduzione famigliare: sorelle, zio, nonni, e persino nipotini, si impegnavano ogni giorno nella preparazione dei pasti, la pulizia delle stanze, la gestione della spiaggia ecc ecc. 

L’accoglienza è stata speciale, così come l’atmosfera rilassata e informale. Cos’ha fatto della nostra vacanza una vacanza “quasi sostenibile”? Ecco per punti alcuni atteggiamenti lodevoli da copiare.

Aria condizionata e frigo bar erano un optional. I proprietari ritenevano che la temperatura, e la ventilazione del posto non richiedesse l’utilizzo di condizionatori, chi voleva poteva utilizzarli ma con una spesa davvero alta considerando gli standard del posto. Conclusione: 15 gg in pieno agosto senza sentire la necessità dell’aria se non quella che entrava dalle finestre. Siamo stati fortunati, ma penso che porre un prezzo a questi strumenti scoraggi l’uso sconsiderato e faccia riflettere sulle reali necessità.

Acqua calda, sì ma solo di sera. Questo perché ogni complesso abitativo e turistico aveva sul tetto pannelli solari e fotovoltaici con cisterne di acqua. Scaldandosi tutto il giorno la sera una doccia ristoratrice era assicurata in tutte le camere.

Piatto unico, zero sprechi. Siete abituati a ordinare dal menù quello che desiderate o più vi piace? Allora vi sembrerà strano accontentarvi della scelta obbligata. Eppure, nel nostro caso, il piatto unico è stato apprezzato dalla maggior parte degli ospiti. Piatti della tradizione culinaria locale, ricette originali e di recupero. Nessun buffet, ci siamo dimenticati le quantità spropositate di cibo self service di scarsa qualità, apprezzando (quasi sempre) i piatti unici serviti al tavolo. 

Ricette originali e riciclo creativo. I piatti erano sempre freschi, ma per evitare di buttare grande quantità di prodotti, il menù era studiato per variare recuperando però il recuperabile. Classica mossa da hotel che punta al risparmio? Può essere, ma l’esiguo numero di clienti e la piccola cucina familiare ha regalato esempi creativi da apprezzare. Inoltre non erano serviti alimenti fuori stagione solo verdura e frutta locale. L’isola è famosa per pomodori, lattuga, cetrioli e angurie, perché mangiare pesche, banane e altri prodotti importati? Anche le erbe aromatiche venivano dal giardino privato.

Illuminazione temporizzata e asciugamani lavati in loco. Non tutte le strutture italiane collegano l’impianto elettrico alla chiave magnetica della camera. Ottimo espediente per mettere inconsapevolmente in riga gli spreconi o i distratti. Anche i meno virtuosi o sensibili erano sistemati. Gli asciugamani, così come le lenzuola non venivano cambiati tutti i giorni, e il lavaggio avveniva in lavatrici moderne a basso consumo, situate nella piccola lavanderia dell’hotel, l’asciugatura era naturale.

Aree all’aperto e luce solare. Il ristorante, nucleo dell’hotel era sul mare sotto una bella pergola circondata da alberi, di giorno la luce certo non mancava e nemmeno la sera quando all’imbrunire automaticamente si accendevano lampade a energia solare. Anche i lampioni della spiaggia erano muniti di piccolo pannello fotovoltaico.
La nostra è stata una vacanza fantastica e divertente, fatta di mare, natura, e pochi lussi ...ad eccezione di uno: la fantastica vista sull’isolotto di Kastri. 

L’unica pecca del luogo è l’assenza di autobus che collegano efficacemente la città ai luoghi di mare nelle ore serali, ma se si è in compagnia si può limitare il numero di auto, o se allenati optare per biciclette.

Abbiamo imparato che:
Ci sono optional a cui è davvero facile rinunciare. Sfidare il proprio gusto ed esplorare la cucina locale è un buon modo per crescere culturalmente e abituarsi a mangiare tutto. La tv, la luce e tutti gli apparecchi elettrici consumano energia e denaro, moderane l’uso è possibile senza sforzi.  Il cibo è una risorsa preziosa che non si deve sprecare nemmeno in vacanza.

Lampione in spiaggia, Kefalos.

 

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